Ricevo (e pubblico) da Sauro Marini l'invito alla mostra fotografica all'Historia Cafè di Ancona, in Corso Carlo Alberto.
Ottimo fotografo, bellissimo sito di foto, sicuramente una mostra da vedere, se si passa di qui.
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Wednesday, May 04, 2005
Diario Uk: 12 e 13 Aprile
Venerdì 8 Aprile, Londra
9, 10, 11 Aprile, Devon
Per la traversata da Exeter a Liverpool, mi servo dell'autobus: sul sito della National Express trovo un'offerta (naturalmente, prenotando con anticipo di 2 settimane) a sole 10 sterline. Il treno, pur impiegando 4 anziché 8 ore, costa il quadruplo. Scoprirò poi il perché. Dei pullman e relativo servizio mi colpisce la puntualità e la meticolosità nel check-in e nella sistemazione dei bagagli. Il viaggio, nella prima parte - fino a Birmingham - procede tranquillo. Approfitto dei 40 minuti di sosta a Bristol per farmi un paio di sandwich. A Birmingham, verso ora di pranzo, mi prendo una zuppa di verdure. E' interessante come si riesca a mangiare piuttosto sano e con poca spesa (ve lo sareste mai immaginato in UK?) in tutti i centri cittadini e le stazioni di treni e bus toccate. In Italia, per esperienza, ciò non è più possibile da anni: stiamo adottando la cultura non già del fast-food, che quello c'è sempre stato (le saraghine a scotadeti, più fast di quelle!), ma del trash food, cioè la merda a costo alto. Alzi la mano chi ancora riesce a a mangiare bene in una qualsiasi stazione d'Italia. Ovvio, poi c'è sempre l'eccezione: da Gino, di fronte alla stazione di Ancona, stoccafisso all'anconetana da urlo, a prezzo ridicolo. Ma è di fronte, non dentro, e se uno volesse solo un panino, è impossibile trovarlo.
La seconda parte del viaggio, da Birmingham a Liverpool, è un incubo: a Stoke-on-Trent, a causa di un non meglio precisato intoppo, ci troviamo in un traffi-jam da brivido. Morale: 3 ore per percorrere venti chilometri, e arrivo a Liverpool con due ore di ritardo. Fosse accaduto in Italia, giù tutti a vomitare insulti sul sistema, sul Governo (qualunque colore) e sugli italiani (se passeggeri nord-europei). Qui, la calma regna sovrana: forse è il prezzo da pagare, oltre ai 10 puond...
Intanto, il mio povero amico Hanno, uno dei pochi ancora senza cellulare (superstite!), si fa due ore di noia (e per fortuna, anche di spesa al supermercato!). Un taxi - sono molti, economici e si chiamano con un semplice cenno della mano, dovunque siano - e via verso casa per cena. La sensazione, all'arrivo, è di una città in decadenza. Un'aria strana aleggia nei quartieri, un misto tra il popolare "livornese" (e Livorno - non a caso - ha molto in comune con Liverpool) ed il grigio, come da uno show appena terminato. La gente, tuttavia, sembra non curarsene, ed è vivace e allegra ("Hey Mate!", ci saluta il tassista): sembra di stare a Livorno, ma Livorno è più bella.
C'è veramente poco da vedere a Liverpool, specie se non si è appassionati di musica o calcio. Nei quali casi il Beatles Museum e lo stadio di Anfield Road possono essere meta di profani (quanto opinabili) pellegrinaggi. Ciò che vale la pena vedere - oltre alla nightlife, sorprendentemente intensa in una città apparentemente grigia ed in declino - è senza dubbio l'Albert Dock, antico molo del porto, meno di un secolo fa trafficatissimo da merci ed emigranti. La pace ed il silenzio che regnano ora sono irreali, ma accompagnano egregiamente il pullulare di musei e localini "in". Il Maritime Museum (gratuito) merita: cinque piani di ricostruzioni di vita cittadina, bellica, sociale e storica del porto e della navigazione in generale. Come sempre, in un museo benfatto, alla fine si è imparato qualcosa. Skippo - volutamente - il Beatles Museum, al quale non intendo lasciare 9 pounds (anche perché non è che impazzisca per i Fab Four), così come non mi reco ad Anfield Road, tanto più che i "Red Necks" la sera stessa manderanno a casa (e con merito) la mia Juventus. Vinco la tentazione di scommettere - e passando davanti alla William Hill, è dura! - e la sera mi gusto, si fa per dire, la gioia dei "Liverpolders", che ora "la faranno vedere anche al Chelsea!" (NDA: avevano ragione!)
9, 10, 11 Aprile, Devon
Per la traversata da Exeter a Liverpool, mi servo dell'autobus: sul sito della National Express trovo un'offerta (naturalmente, prenotando con anticipo di 2 settimane) a sole 10 sterline. Il treno, pur impiegando 4 anziché 8 ore, costa il quadruplo. Scoprirò poi il perché. Dei pullman e relativo servizio mi colpisce la puntualità e la meticolosità nel check-in e nella sistemazione dei bagagli. Il viaggio, nella prima parte - fino a Birmingham - procede tranquillo. Approfitto dei 40 minuti di sosta a Bristol per farmi un paio di sandwich. A Birmingham, verso ora di pranzo, mi prendo una zuppa di verdure. E' interessante come si riesca a mangiare piuttosto sano e con poca spesa (ve lo sareste mai immaginato in UK?) in tutti i centri cittadini e le stazioni di treni e bus toccate. In Italia, per esperienza, ciò non è più possibile da anni: stiamo adottando la cultura non già del fast-food, che quello c'è sempre stato (le saraghine a scotadeti, più fast di quelle!), ma del trash food, cioè la merda a costo alto. Alzi la mano chi ancora riesce a a mangiare bene in una qualsiasi stazione d'Italia. Ovvio, poi c'è sempre l'eccezione: da Gino, di fronte alla stazione di Ancona, stoccafisso all'anconetana da urlo, a prezzo ridicolo. Ma è di fronte, non dentro, e se uno volesse solo un panino, è impossibile trovarlo.
La seconda parte del viaggio, da Birmingham a Liverpool, è un incubo: a Stoke-on-Trent, a causa di un non meglio precisato intoppo, ci troviamo in un traffi-jam da brivido. Morale: 3 ore per percorrere venti chilometri, e arrivo a Liverpool con due ore di ritardo. Fosse accaduto in Italia, giù tutti a vomitare insulti sul sistema, sul Governo (qualunque colore) e sugli italiani (se passeggeri nord-europei). Qui, la calma regna sovrana: forse è il prezzo da pagare, oltre ai 10 puond...
Intanto, il mio povero amico Hanno, uno dei pochi ancora senza cellulare (superstite!), si fa due ore di noia (e per fortuna, anche di spesa al supermercato!). Un taxi - sono molti, economici e si chiamano con un semplice cenno della mano, dovunque siano - e via verso casa per cena. La sensazione, all'arrivo, è di una città in decadenza. Un'aria strana aleggia nei quartieri, un misto tra il popolare "livornese" (e Livorno - non a caso - ha molto in comune con Liverpool) ed il grigio, come da uno show appena terminato. La gente, tuttavia, sembra non curarsene, ed è vivace e allegra ("Hey Mate!", ci saluta il tassista): sembra di stare a Livorno, ma Livorno è più bella.
C'è veramente poco da vedere a Liverpool, specie se non si è appassionati di musica o calcio. Nei quali casi il Beatles Museum e lo stadio di Anfield Road possono essere meta di profani (quanto opinabili) pellegrinaggi. Ciò che vale la pena vedere - oltre alla nightlife, sorprendentemente intensa in una città apparentemente grigia ed in declino - è senza dubbio l'Albert Dock, antico molo del porto, meno di un secolo fa trafficatissimo da merci ed emigranti. La pace ed il silenzio che regnano ora sono irreali, ma accompagnano egregiamente il pullulare di musei e localini "in". Il Maritime Museum (gratuito) merita: cinque piani di ricostruzioni di vita cittadina, bellica, sociale e storica del porto e della navigazione in generale. Come sempre, in un museo benfatto, alla fine si è imparato qualcosa. Skippo - volutamente - il Beatles Museum, al quale non intendo lasciare 9 pounds (anche perché non è che impazzisca per i Fab Four), così come non mi reco ad Anfield Road, tanto più che i "Red Necks" la sera stessa manderanno a casa (e con merito) la mia Juventus. Vinco la tentazione di scommettere - e passando davanti alla William Hill, è dura! - e la sera mi gusto, si fa per dire, la gioia dei "Liverpolders", che ora "la faranno vedere anche al Chelsea!" (NDA: avevano ragione!)
Andar per Marche: Fermo e Ciucani
New entry, dopo diverso tempo, nella sezione "Andar per Marche": è il turno di Fermo, bellissimo paese ora assurto al rango di capoluogo di Provincia, e dell'olio di Ciucani.
Cliccate qui per l'articolo.
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Tuesday, May 03, 2005
Diario UK: 9, 10 e 11 Aprile
(il giorno prima, 8 aprile)
Il treno per il Devon è come uno si immagina siano i treni "europei": pulito, puntuale, preciso, silenzioso, ovviamente con posto a sedere garantito e comprensivo nel biglietto. Anche il prezzo - ahimé - è come uno si immagina: 36 Pounds per farsi 3 ore e poco meno di 350 chilometri. Ancona - Roma, stesso tragitto, costa un terzo (metà con l'Eurostar).
Una cosa mi colpisce subito, nel viaggio, anzi - due: la prima sono i tabelloni luminosi delle stazioni, con il nome del treno in arrivo, l'elenco delle fermate e l'orario con i secondi che girano, il che dà un effetto "puntualità" davvero impressionante (e darebbe un effetto ritardo devastante se il treno subisse ritardi).
La seconda cosa è la parola "calling" per indicare le fermate, anziché "stop": qui è nato il treno, ed ovviamente, all'inizio non c'erano cartelli o altoparlanti, perciò alla fermata si "chiamava" (to call). Immagino il capotreno che urla "Exeter! Exeteeeeer!", o come da noi, prima della guerra, nel varesotto: "Lomazzo! Chi scende Lomazzo?" "Chi sale lo strozzo!" (vecchia battuta di quelle parti quando si parla del paese di Lomazzo).
Come il treno esce da Londra, dopo venti minuti, il verde la fa da padrone. Non immaginavo che in UK esistessero posti così luminosi, accoglienti e assolati come il Devon. Capisco perciò come mai la vecchia nobiltà inglese (e qualche pensionato tradizionalista di oggi) scegliesse Devon e Cornwall per passare le vacanze. Qualcosa di simile a Capri, Sanremo, Portofino o Forte dei Marmi, meno, molto meno a Riccione e Riviera Romagnola, più per la massa che per i ricchi, più da boom industriale che da Belle Epoque.
Però, Capri, Portofino et similia sono molto, ma molto più belli del Devon; questa regione mi ricorda tanto le mie Marche. Ed Exeter è così simile ad Ancona: capoluogo di una regione bellissima, stesso numero di abitanti, stessa sorte in guerra, stessa ricostruzione squallida e disordinata anche in alcune zone del centro, ed una bellissima cattedrale. L'aria è molto diversa da Londra: calma, tranquillità, facce sorridenti, gente rilassata, trenini diesel (come i regionali per i pendolari di quaggiù). E così arrivo a Topsham: basta paragoni, questo paesino è incantevole e l'unico nel suo genere che abbia visitato. In dieci minuti a piedi raggiungo il lungofiume, dove abita il mio amico Marc, che assieme a Geoff, geologo di esperienza internazionale, ha aperto un piccolo club di appassionati del vino, dove vende ed effettua degustazioni di vino italiano. Primi arrivi del neonato club sono Barolo e Verdicchio, Piemonte e Marche, due terre a cui il Devon somiglia non poco. E' qui, come in Piemonte, che sono state costruite le prime infrastrutture della Gran Bretagna: il primo canale, infatti, a metà del '600, fu scavato da Exeter, proprio per scavalcare Topsham, che coi suoi gabellieri rovinava gli affari al capoluogo (tutto il mondo è paese).
Tantissime le cose che mi affascinano in questi 3 giorni nel Devon: i maiali che scorrazzano liberi nei prati, i campi, la pulizia e la cura per l'ambiente, l'acqua che muta costantemente di livello nel fiume, a causa delle maree del vicino Channel (Topsham è a 10 chilometri scarsi dalla foce). E ancora il Bridge Inn, pub ultra-centenario, l'unico visitato - e a ragione - dalla Regina d'Inghilterra, con una birra artigianale eccellente; ed il golf club, con piscina scoperta, sauna, bagno turco, sauna, campi da tennis, squash, palestra, golf, pub e ristorante (forse mi dimentico qualcosa!). Infine il cibo: quest'angolo di Inghilterra non ha nulla da invidiare all'Italia, che invece sta percorrendo disastrosamente la scarpata del "tipico, italico, dunque buono". Qui la gente non presume: assaggia, pensa, valuta, e decide. In poche parole, usa il proprio cervello.
Sarà anche per questo che sono venuto sin qui a promuovere le Marche, che gli appassionati del vino sono desiderosi di conoscere: parlo, discorro, mi chiedono, e intanto bevono Verdicchio, Rosso Conero, "Braccano" (il capolavoro di Mecella!).
E' tempo ormai di rimettersi in viaggio: martedì mattina, 12 aprile, prenderò il pullman da Exeter: l'ultimo tramonto sul fiume Exe (Exmouth il paesino in cui sfocia: ecco il perchè di Bournemouth, Plymouth...), dalla bellissima Devon Kitchen di Marc, e poi a nanna, per una giornata che si profila piuttosto stancante.
(qualcos'altro sul Devon, in Inglese, con le foto, si trova qui)
Il treno per il Devon è come uno si immagina siano i treni "europei": pulito, puntuale, preciso, silenzioso, ovviamente con posto a sedere garantito e comprensivo nel biglietto. Anche il prezzo - ahimé - è come uno si immagina: 36 Pounds per farsi 3 ore e poco meno di 350 chilometri. Ancona - Roma, stesso tragitto, costa un terzo (metà con l'Eurostar).
Una cosa mi colpisce subito, nel viaggio, anzi - due: la prima sono i tabelloni luminosi delle stazioni, con il nome del treno in arrivo, l'elenco delle fermate e l'orario con i secondi che girano, il che dà un effetto "puntualità" davvero impressionante (e darebbe un effetto ritardo devastante se il treno subisse ritardi).
La seconda cosa è la parola "calling" per indicare le fermate, anziché "stop": qui è nato il treno, ed ovviamente, all'inizio non c'erano cartelli o altoparlanti, perciò alla fermata si "chiamava" (to call). Immagino il capotreno che urla "Exeter! Exeteeeeer!", o come da noi, prima della guerra, nel varesotto: "Lomazzo! Chi scende Lomazzo?" "Chi sale lo strozzo!" (vecchia battuta di quelle parti quando si parla del paese di Lomazzo).
Come il treno esce da Londra, dopo venti minuti, il verde la fa da padrone. Non immaginavo che in UK esistessero posti così luminosi, accoglienti e assolati come il Devon. Capisco perciò come mai la vecchia nobiltà inglese (e qualche pensionato tradizionalista di oggi) scegliesse Devon e Cornwall per passare le vacanze. Qualcosa di simile a Capri, Sanremo, Portofino o Forte dei Marmi, meno, molto meno a Riccione e Riviera Romagnola, più per la massa che per i ricchi, più da boom industriale che da Belle Epoque.
Però, Capri, Portofino et similia sono molto, ma molto più belli del Devon; questa regione mi ricorda tanto le mie Marche. Ed Exeter è così simile ad Ancona: capoluogo di una regione bellissima, stesso numero di abitanti, stessa sorte in guerra, stessa ricostruzione squallida e disordinata anche in alcune zone del centro, ed una bellissima cattedrale. L'aria è molto diversa da Londra: calma, tranquillità, facce sorridenti, gente rilassata, trenini diesel (come i regionali per i pendolari di quaggiù). E così arrivo a Topsham: basta paragoni, questo paesino è incantevole e l'unico nel suo genere che abbia visitato. In dieci minuti a piedi raggiungo il lungofiume, dove abita il mio amico Marc, che assieme a Geoff, geologo di esperienza internazionale, ha aperto un piccolo club di appassionati del vino, dove vende ed effettua degustazioni di vino italiano. Primi arrivi del neonato club sono Barolo e Verdicchio, Piemonte e Marche, due terre a cui il Devon somiglia non poco. E' qui, come in Piemonte, che sono state costruite le prime infrastrutture della Gran Bretagna: il primo canale, infatti, a metà del '600, fu scavato da Exeter, proprio per scavalcare Topsham, che coi suoi gabellieri rovinava gli affari al capoluogo (tutto il mondo è paese).
Tantissime le cose che mi affascinano in questi 3 giorni nel Devon: i maiali che scorrazzano liberi nei prati, i campi, la pulizia e la cura per l'ambiente, l'acqua che muta costantemente di livello nel fiume, a causa delle maree del vicino Channel (Topsham è a 10 chilometri scarsi dalla foce). E ancora il Bridge Inn, pub ultra-centenario, l'unico visitato - e a ragione - dalla Regina d'Inghilterra, con una birra artigianale eccellente; ed il golf club, con piscina scoperta, sauna, bagno turco, sauna, campi da tennis, squash, palestra, golf, pub e ristorante (forse mi dimentico qualcosa!). Infine il cibo: quest'angolo di Inghilterra non ha nulla da invidiare all'Italia, che invece sta percorrendo disastrosamente la scarpata del "tipico, italico, dunque buono". Qui la gente non presume: assaggia, pensa, valuta, e decide. In poche parole, usa il proprio cervello.
Sarà anche per questo che sono venuto sin qui a promuovere le Marche, che gli appassionati del vino sono desiderosi di conoscere: parlo, discorro, mi chiedono, e intanto bevono Verdicchio, Rosso Conero, "Braccano" (il capolavoro di Mecella!).
E' tempo ormai di rimettersi in viaggio: martedì mattina, 12 aprile, prenderò il pullman da Exeter: l'ultimo tramonto sul fiume Exe (Exmouth il paesino in cui sfocia: ecco il perchè di Bournemouth, Plymouth...), dalla bellissima Devon Kitchen di Marc, e poi a nanna, per una giornata che si profila piuttosto stancante.
(qualcos'altro sul Devon, in Inglese, con le foto, si trova qui)
E' veramente bella la rete...
Questa mattina, scaricando la posta, leggo un'email di Fabiola Giannini, che si presenta e mi parla del suo sito. Vado a vedere, e scopro un mondo fiabesco, fatto di decorazioni, ricami, tecniche per decorare, trucchi e riflessioni. Sono una raccolta dell'esperienza passata di Fabiola, che aveva un laboratorio di decorazione pittorica in Piazza Mazzini, a Macerata, la Decor Art. Chissà quante volte ci si è passati davanti, senza farci molto caso. Ed invece, nella rete, il sito è aperto a chiunque voglia trarre giovamento o arricchirlo con una sua riflessione o elaborazione personale.
Friday, April 29, 2005
Uscita didattica a Candia: ecco le foto!
Ecco finalmente le foto dell'uscita didattica di domenica 17 Aprile della scuola elementare di Montegranaro. Siamo stati a Candia, dal salumificio "Trasform Carni", di Valentino Possanzini. Eccezionale. E non ha neanche dovuto tirare fuori porchetta e prosciutto crudo...

Nella foto: la discesa ai box dei maiali.

Nella foto: che puzza... non siamo mica abituati!!!

Nella foto: ecco i maiali nei loro box.

Nella foto: non ci sono solo i maiali. Ecco le pecore...

Nella foto: ...e le mucche...

Nella foto: chi l'avrebbe detto che a 6 chilometri dal centro di Ancona esiste un paradiso del genere?

Nella foto: ed eccoci dentro al salumificio. Vai con il ciauscolo!!!

Nella foto: Valentino Possanzini spiega come si fanno i salumi, e come si fa per farli buoni.

Nella foto: vi piacciono i salumi, eh??!!!
Nella foto: la discesa ai box dei maiali.
Nella foto: che puzza... non siamo mica abituati!!!
Nella foto: ecco i maiali nei loro box.
Nella foto: non ci sono solo i maiali. Ecco le pecore...
Nella foto: ...e le mucche...
Nella foto: chi l'avrebbe detto che a 6 chilometri dal centro di Ancona esiste un paradiso del genere?
Nella foto: ed eccoci dentro al salumificio. Vai con il ciauscolo!!!
Nella foto: Valentino Possanzini spiega come si fanno i salumi, e come si fa per farli buoni.
Nella foto: vi piacciono i salumi, eh??!!!
Thursday, April 28, 2005
Diritto di disinformazione
Fra pochi minuti andrà in onda su Raidue un video ritraente Fabio Cannavaro, difensore della Juve e della Nazionale, mentre assume un farmaco per endovena prima di una partita, anzi, prima della finale di Coppa Uefa del 1999, disputata tra il Parma (squadra in cui militava Cannavaro all'epoca dei fatti) e l'Olympique Marsiglia, e conclusasi con la vittoria degli italiani.
Premetto che considero Cannavaro uno dei difensori più sopravvalutati del campionato (fategli marcare Shevchenko o anche solo Cruz, e vedete cosa intendo; o altrimenti andatevi a rivedere lo sciagurato intervento a vuoto al 92' nella finale dell'Europeo di Rotterdam contro la Francia, che ci costò il titolo).
Premetto che non ho assolutamente nulla contro il processo per doping alla juve, e che la giustizia faccia il suo corso.
Tutto ciò premesso, è evidente il tentativo "forzato" di disinformazione, mosso dalla malafede del giornalista "d'assalto". Il video in questione, infatti, riprende l'iniezione di un farmaco assolutamente non vietato, quindi dov'è lo choc, lo scandalo? Lo scandalo si vuole crearlo, ovviamente intorno ad una squadra che non ha più il potere mediatico di qualche anno fa. E' anche vero, tuttavia, che un noto giocatore della stessa squadra, poco tempo fa, dopo un bruttissimo incidente di gioco all'estero, non venne ricoverato nell'ospedale locale per evitare delle imbarazzanti analisi del sangue (obbligatorie ad ogni ricovero). E quel giocatore era in pericolo... di questo i giornalisti "d'assalto" non parlano.
Nessuno poi osa parlare di quando un'altra squadra, dl potere mediatico immensamente superiore alla juve (e che probabilmente perderà la coppa in cui gareggia, perché non si regge in piedi), tempo fa, prese svariati gol da una squadra spagnola perché aveva timore di prendere anche solo le vitamine, di cui i suoi giocatori facevano (e fanno) uso smodato e regolare.
Perciò, cari giornalisti, i "video-choc" in cui non rischiate nulla, lasciateli perdere, senza accampare diritti di cronaca ed altre varie amenità. Occupatevi del doping vero, che lì, hai voglia a pescare!
Premetto che considero Cannavaro uno dei difensori più sopravvalutati del campionato (fategli marcare Shevchenko o anche solo Cruz, e vedete cosa intendo; o altrimenti andatevi a rivedere lo sciagurato intervento a vuoto al 92' nella finale dell'Europeo di Rotterdam contro la Francia, che ci costò il titolo).
Premetto che non ho assolutamente nulla contro il processo per doping alla juve, e che la giustizia faccia il suo corso.
Tutto ciò premesso, è evidente il tentativo "forzato" di disinformazione, mosso dalla malafede del giornalista "d'assalto". Il video in questione, infatti, riprende l'iniezione di un farmaco assolutamente non vietato, quindi dov'è lo choc, lo scandalo? Lo scandalo si vuole crearlo, ovviamente intorno ad una squadra che non ha più il potere mediatico di qualche anno fa. E' anche vero, tuttavia, che un noto giocatore della stessa squadra, poco tempo fa, dopo un bruttissimo incidente di gioco all'estero, non venne ricoverato nell'ospedale locale per evitare delle imbarazzanti analisi del sangue (obbligatorie ad ogni ricovero). E quel giocatore era in pericolo... di questo i giornalisti "d'assalto" non parlano.
Nessuno poi osa parlare di quando un'altra squadra, dl potere mediatico immensamente superiore alla juve (e che probabilmente perderà la coppa in cui gareggia, perché non si regge in piedi), tempo fa, prese svariati gol da una squadra spagnola perché aveva timore di prendere anche solo le vitamine, di cui i suoi giocatori facevano (e fanno) uso smodato e regolare.
Perciò, cari giornalisti, i "video-choc" in cui non rischiate nulla, lasciateli perdere, senza accampare diritti di cronaca ed altre varie amenità. Occupatevi del doping vero, che lì, hai voglia a pescare!
Monday, April 18, 2005
...tanto per dire che non sono l'unico...
Questo che segue è un messaggio arrivatomi dalla mitica Maria Ferraioli (per chi non fosse abituato al mio linguaggio, tendo a precisare che i "miti", proprio in sintonia con Roland Barthes, sono coloro che - grazie alla propria originalità, bontà d'animo e semplicità, anche con un certo cinismo o con menefreghismo autentici - si astraggono dallo spazio e dal tempo per divenire idoli del quotidiano. Il Cinti, Maria, Vincè - che ora non c'è più, purtroppo - Badafra, sono per me dei miti; Sheva, tanto per capirci, è un grande, ma non un mito, per me; Franco Rossi, cinico e stronzo quanto basta - il che è una dote - è un mito. L'argomento "donne in quanto belle" non lo tocco. Dico solo che la Arculi, tanto per fare un esempio, non è un mito, ma na zoccula! :-)
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Ciao Angelo, complimenti per il sito!
Sono perfettamente d'accordo con te, le Marche sono proprie belle ed è un peccato che spesso si finisca per conoscere ciò che ci è più lontano e si ignori le bellezze che abbiamo più vicine.
Io negli ultimi anni, grazie a mio padre, e con la "scusa" di far fotografie, (ho da qualche tempo questa passione) le ho girate parecchio, arrivando talvolta in Umbria, (Assisi, Gubbio, Spello, Nocera Umbra, Castelluccio di Norcia) e in Abruzzo (il Gran Sasso) e tutto questo nell'arco di una sola giornata. Talvolta una mazzata, ma ne è sempre valsa la pena.
Per quanto riguarda le Marche sono tanti i posti che amo. A partire dal San Vicino, dove c'è un paesino d'epoca medioevale (4 case e 7 abitanti in tutto ) arroccato su una sperone di roccia che è una meraviglia. Io quando ci vado non posso fare a meno di fotografarlo, e così mi ritrovo decine di fotografie un pò tutte uguali, ma proprio non resisto! si chiama Elcito, non so se le conosci...
E poi Frasassi, la Gola del Furlo, Fossombrone, Cagli, Piobbico con il monte Nerone, Urbania, (l'antica Casteldurante) , il Monte Catria, Carpegna, Visso, Amandola, Sassotetto, San Serverino Marche con la sua storia, e il Monte Vettore attraverso il quale, in maniera del tutto casuale, siamo arrivati alla piana di Castelluccio di Norcia, appunto....
e il Monte Cucco, dove si lanciano con i deltaplani, e i cavalli al pascolo da sotto che li osservano indisturbati, ma per poco siamo di nuovo in Umbria mi sembra....
E tanti altri piccoli posti ricchi di bellezze naturali e storiche, ma così poco conosciuti, che fatico anche io che ci sono stata a ricordarne il nome.
E del Monte Conero che abbiamo la fortuna di avere a due passi da Ancona che ne dici? Un sogno, veramente.
Ciao. In bocca al lupo per il tuo lavoro.
Maria
-------------
Grazie Maria, e se vorrai postare delle foto qui sul blog, sei la benvenuta!
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Ciao Angelo, complimenti per il sito!
Sono perfettamente d'accordo con te, le Marche sono proprie belle ed è un peccato che spesso si finisca per conoscere ciò che ci è più lontano e si ignori le bellezze che abbiamo più vicine.
Io negli ultimi anni, grazie a mio padre, e con la "scusa" di far fotografie, (ho da qualche tempo questa passione) le ho girate parecchio, arrivando talvolta in Umbria, (Assisi, Gubbio, Spello, Nocera Umbra, Castelluccio di Norcia) e in Abruzzo (il Gran Sasso) e tutto questo nell'arco di una sola giornata. Talvolta una mazzata, ma ne è sempre valsa la pena.
Per quanto riguarda le Marche sono tanti i posti che amo. A partire dal San Vicino, dove c'è un paesino d'epoca medioevale (4 case e 7 abitanti in tutto ) arroccato su una sperone di roccia che è una meraviglia. Io quando ci vado non posso fare a meno di fotografarlo, e così mi ritrovo decine di fotografie un pò tutte uguali, ma proprio non resisto! si chiama Elcito, non so se le conosci...
E poi Frasassi, la Gola del Furlo, Fossombrone, Cagli, Piobbico con il monte Nerone, Urbania, (l'antica Casteldurante) , il Monte Catria, Carpegna, Visso, Amandola, Sassotetto, San Serverino Marche con la sua storia, e il Monte Vettore attraverso il quale, in maniera del tutto casuale, siamo arrivati alla piana di Castelluccio di Norcia, appunto....
e il Monte Cucco, dove si lanciano con i deltaplani, e i cavalli al pascolo da sotto che li osservano indisturbati, ma per poco siamo di nuovo in Umbria mi sembra....
E tanti altri piccoli posti ricchi di bellezze naturali e storiche, ma così poco conosciuti, che fatico anche io che ci sono stata a ricordarne il nome.
E del Monte Conero che abbiamo la fortuna di avere a due passi da Ancona che ne dici? Un sogno, veramente.
Ciao. In bocca al lupo per il tuo lavoro.
Maria
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Grazie Maria, e se vorrai postare delle foto qui sul blog, sei la benvenuta!
Thursday, March 24, 2005
Bella notizia???
Leggo su Repubblica di oggi che la Società Sportiva Lazio "ha finalmente risolto i suoi problemi col Fisco". Come? Semplice: pagherà il debito di 140 milioni di Euro (140 MILIONI = 280 MILIARDI DI LIRE) in 23 anni. Uuuuhhhh!! Che bello! Saranno "comodamente" pagate rate da 8 milioni di Euro ogni anno...
Constatazione: questo non significa "risolvere", significa "aggirare".
Domanda: quale azienda viene appoggiata così spudoratamente dalle banche?
Risposta: tutte quelle che possono avere connivenze politiche e degli organi di stampa. Una notizia come questa NON è una bella notizia: significa che si possono avere debiti enormi, essere una ZAVORRA per il Paese (leggi Fiat, leggi Telecom, leggi Mediaset, leggi Alitalia e mi fermo qui), ma godere tranquillamente dell'impunità. Niente fallimento, ci mancherebbe, anzi, dalli ai cattivi che lo auspicavano (la Virtus Bologna è fallita per molto meno, e dava molto più lustro allo sport italiano), come ha sostenuto Walter Veltroni, nello stile garantista tipico della classe politica verso le aziende con tanti debiti.
Funzione sociale del calcio? Ma per favore. Chissà le banche creditrici a chi spilleranno soldi, nell'attesa (vana, ci scommettiamo?) del rientro del debito? Tra gli altri, agli stessi tifosi che "inneggiavano al presidente Lotito".
Complimenti, popolo bue.
Constatazione: questo non significa "risolvere", significa "aggirare".
Domanda: quale azienda viene appoggiata così spudoratamente dalle banche?
Risposta: tutte quelle che possono avere connivenze politiche e degli organi di stampa. Una notizia come questa NON è una bella notizia: significa che si possono avere debiti enormi, essere una ZAVORRA per il Paese (leggi Fiat, leggi Telecom, leggi Mediaset, leggi Alitalia e mi fermo qui), ma godere tranquillamente dell'impunità. Niente fallimento, ci mancherebbe, anzi, dalli ai cattivi che lo auspicavano (la Virtus Bologna è fallita per molto meno, e dava molto più lustro allo sport italiano), come ha sostenuto Walter Veltroni, nello stile garantista tipico della classe politica verso le aziende con tanti debiti.
Funzione sociale del calcio? Ma per favore. Chissà le banche creditrici a chi spilleranno soldi, nell'attesa (vana, ci scommettiamo?) del rientro del debito? Tra gli altri, agli stessi tifosi che "inneggiavano al presidente Lotito".
Complimenti, popolo bue.
Monday, March 21, 2005
Montegranaro: le foto della prima escursione
Sono online (clicca qui per vederle) le foto della prima escursione con i bambini della scuola elementare di Montegranaro, al Frantoio Oleario Ciucani di Fermo.
Per chi volesse saperne di più sul progetto, questo è il sunto: qui l'antefatto, qui il programma.
Per chi volesse saperne di più sul progetto, questo è il sunto: qui l'antefatto, qui il programma.
Monday, March 14, 2005
Ha veramente un suo perché
Questo articolo è dedicato al mitico James Henderson Finlayson. Uno dei personaggi comprimari semisconosciuti di nome. Ma poi, a vedere il viso, si capisce subito chi sia. Icona della comicità in bianco e nero, tanto quanto la (magistrale) controparte.
Monday, February 28, 2005
La notte degli Oscar(si)
Leonardo Di Caprio non vince l'Oscar come miglior attore protagonista, una delle statuette "pesanti" della notte di Los Angeles. In tutta onestà, non ho visto Ray, film per il quale Jamie Foxx ha prevalso su Di Caprio; posso immaginare che, per la difficoltà della parte, e per il gran bene che si è detto del film, sia stato un premio meritato. Secondo me, comunque, Di Caprio in "The Aviator" ha raggiunto un livello altissimo di interpretazione. Certo è che, se penso all'immortale Al Pacino, ed al suo misero "1" sulla casella Academy Awards, vinto peraltro nel '93, NON per "Il Padrino", non debbo stupirmi veramente più di nulla...
Monday, February 21, 2005
BASTAAAAAAAAA!!!!!!!!!
Leggo un articolo su Vinit.net, che mi lascia basito: un Master in Marketing e Comunicazione Enogastronomica.
In particolare, "Il percorso formativo mira a creare figure professionali competenti ed in grado di valorizzare la produzione, comunicare e promuovere cibi, bevande e la loro immagine". Fantastico! Soprattutto quando si passa ad illustrare il corpo docenti: "Il corpo docente è costituito da professionisti e manager, imprenditori, esperti e consulenti pronti a condividere la propria esperienza stimolando e testimoniando modalità innovative di marketing e comunicazione nel settore." Wow!!! Professionisti e manager, finalmente!!! E' tanto che aspettavo un'occasione così!!!
Nomi no, eh? Ci mancherebbe. Anche perché, a fare i nomi su Internet, si rischia che poi qualcuno si faccia una ricerchina su Google, e magari scopra che qualche ciofeca è sempre dietro l'angolo. Specie se al modico (si fa per dire...) prezzo di 8.500 Euro + Iva.
Ah, beh, però, va anche detto che ci sono le selezioni psico-attitudinali. L'unico dubbio è se queste selezioni mirino ad escludere o ad ammettere i soggetti psico-attitudinalmente adatti...
Gente, basta ad abboccare a qualsiasi cosa abbia scritto "enogastronomico", please!
In particolare, "Il percorso formativo mira a creare figure professionali competenti ed in grado di valorizzare la produzione, comunicare e promuovere cibi, bevande e la loro immagine". Fantastico! Soprattutto quando si passa ad illustrare il corpo docenti: "Il corpo docente è costituito da professionisti e manager, imprenditori, esperti e consulenti pronti a condividere la propria esperienza stimolando e testimoniando modalità innovative di marketing e comunicazione nel settore." Wow!!! Professionisti e manager, finalmente!!! E' tanto che aspettavo un'occasione così!!!
Nomi no, eh? Ci mancherebbe. Anche perché, a fare i nomi su Internet, si rischia che poi qualcuno si faccia una ricerchina su Google, e magari scopra che qualche ciofeca è sempre dietro l'angolo. Specie se al modico (si fa per dire...) prezzo di 8.500 Euro + Iva.
Ah, beh, però, va anche detto che ci sono le selezioni psico-attitudinali. L'unico dubbio è se queste selezioni mirino ad escludere o ad ammettere i soggetti psico-attitudinalmente adatti...
Gente, basta ad abboccare a qualsiasi cosa abbia scritto "enogastronomico", please!
Sunday, February 06, 2005
Turismo, soldi, soldi, turismo
Leggo qui che la Regione Marche offre, per l'ennesimo anno, aiuti alla riqualificazione dell'offerta turistica. La forma? "Concorso sugli interessi nella misura di tre punti percentuali, contro un tasso medio di riferimento fissato al 3,50%", il tutto attraverso un fondo che ammonta a 1 milione e 200 mila Euro.
I destinatari? "Beneficiari sono gli enti locali, gli enti pubblici, le piccole e medie imprese turistiche, i privati che esercitano o intendano esercitare un?attività turistica. I lavori possono riguardare gli alberghi, i campeggi, i villaggi turistici, gli ostelli, i rifugi alpini, le case per ferie, gli appartamenti per vacanze, gli affittacamere, i bed & breakfast (B&B) e gli stabilimenti balneari."
...
Ora, io ne ho le tasche piene di questa situazione. L'offerta turistica nelle Marche fa mediamente cagare, a fronte di prezzi assolutamente in linea con lo standard europeo. Ospitalità carente, professionalità scarsa nell'80% degli esercizi, estetica pietosa, servizio e assistenza mediocri. Provare per credere.
In compenso, però, la Regione continua a pompare quattrini, a discapito di Sanità, Istruzione, Case Popolari, aiuti ai disabili.
Che questi soldi vengano utilizzati per foraggiare chi non è in grado di fare il proprio mestiere, e/o chi non intende rischiare di tasca sua per fare il proprio mestiere (come sto facendo io da due anni, tra l'altro in una giungla legislativa che è il vero freno al turismo italiano incoming), è una cosa che non mi va giù.
E' l'economia Fiat: per investire sul mio capitale (e magarti fosse un investimento produttivo!), paghi tu, poi i guadagni me li pappo io.
Poi ci chiediamo perché la Francia ha il doppio delle presenze italiane...
I destinatari? "Beneficiari sono gli enti locali, gli enti pubblici, le piccole e medie imprese turistiche, i privati che esercitano o intendano esercitare un?attività turistica. I lavori possono riguardare gli alberghi, i campeggi, i villaggi turistici, gli ostelli, i rifugi alpini, le case per ferie, gli appartamenti per vacanze, gli affittacamere, i bed & breakfast (B&B) e gli stabilimenti balneari."
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Ora, io ne ho le tasche piene di questa situazione. L'offerta turistica nelle Marche fa mediamente cagare, a fronte di prezzi assolutamente in linea con lo standard europeo. Ospitalità carente, professionalità scarsa nell'80% degli esercizi, estetica pietosa, servizio e assistenza mediocri. Provare per credere.
In compenso, però, la Regione continua a pompare quattrini, a discapito di Sanità, Istruzione, Case Popolari, aiuti ai disabili.
Che questi soldi vengano utilizzati per foraggiare chi non è in grado di fare il proprio mestiere, e/o chi non intende rischiare di tasca sua per fare il proprio mestiere (come sto facendo io da due anni, tra l'altro in una giungla legislativa che è il vero freno al turismo italiano incoming), è una cosa che non mi va giù.
E' l'economia Fiat: per investire sul mio capitale (e magarti fosse un investimento produttivo!), paghi tu, poi i guadagni me li pappo io.
Poi ci chiediamo perché la Francia ha il doppio delle presenze italiane...
Wednesday, January 19, 2005
Questo è scemo
Leggo qui e non condivido per niente: mi chiedo come mai, si debba sempre chiamare in causa "un gruppo organizzato", per "fare del bene" all'umanità, e portare un po' di gente a Roma. Come se Roma non fosse un posto attraente di per sé, e come se, soprattutto, qualora l'Alitalia chiudesse - evento logico, in un paese normale - le low-cost per Fiumicino non tardassero a fiorire.
Ad ogni modo, Veltroni è stato informato dei voli low-cost che partono da Ciampino? E degli assenteisti Alitalia?
Ma no, dai, creiamola ad hoc la compagnia low cost. Lasciamo stare il libero mercato. Bah!
Ad ogni modo, Veltroni è stato informato dei voli low-cost che partono da Ciampino? E degli assenteisti Alitalia?
Ma no, dai, creiamola ad hoc la compagnia low cost. Lasciamo stare il libero mercato. Bah!
Wednesday, January 12, 2005
Montegranaro, il programma
Siore e Siori, ecco qua il programma delle uscite didattiche della scuola di Montegranaro.
Breve incipit: del vino ci siamo rotti e strarotti, perché è un discorso lungo, complesso, inflazionato, banalizzato e - soprattutto - non proprio adatto a dei bambini!
Ci sono invece altre cose che val la pena conoscere meglio: la pasta (che, ahimé, in Italia sta diventando sempre peggio), l'olio (ne abbiamo tanto buono, ma ancora la gente acquista in massa gli oliacci lampanti da 3 Euro al supermercato), ed i salumi (qui la situazione è un po' meglio, ma neanche troppo).
Perciò, andremo a visitare tre produttori che eccellono in ciascun settore, e che siano anche adatti a raccontarlo:
- Domenica 13 Marzo, saremo al Frantoio Oleario Ciucani di Fermo;
- Domenica 17 Aprile, saremo al Salumificio "Trasform-Carni" (mamma mia che nome!) di Candia (frazione di Ancona), proprio accanto alla Rocca Verde, dove possiamo andare a mangiare (e la cosa varrebbe molto la pena, solo bisogna prenotare un mesetto prima).
- Domenica 15 Maggio, infine, andremo in visita al Pastificio Latini, a Osimo Stazione. Il bello è che ci porteranno a vedere i campi di grano, il loro pezzo forte!
Attenzione! Il numero di persone per ogni uscita, non può superare i 50-55, altrimenti viene fuori una gran baraonda, e la visita non riesce bene.
Dai che ci divertiamo!
Breve incipit: del vino ci siamo rotti e strarotti, perché è un discorso lungo, complesso, inflazionato, banalizzato e - soprattutto - non proprio adatto a dei bambini!
Ci sono invece altre cose che val la pena conoscere meglio: la pasta (che, ahimé, in Italia sta diventando sempre peggio), l'olio (ne abbiamo tanto buono, ma ancora la gente acquista in massa gli oliacci lampanti da 3 Euro al supermercato), ed i salumi (qui la situazione è un po' meglio, ma neanche troppo).
Perciò, andremo a visitare tre produttori che eccellono in ciascun settore, e che siano anche adatti a raccontarlo:
- Domenica 13 Marzo, saremo al Frantoio Oleario Ciucani di Fermo;
- Domenica 17 Aprile, saremo al Salumificio "Trasform-Carni" (mamma mia che nome!) di Candia (frazione di Ancona), proprio accanto alla Rocca Verde, dove possiamo andare a mangiare (e la cosa varrebbe molto la pena, solo bisogna prenotare un mesetto prima).
- Domenica 15 Maggio, infine, andremo in visita al Pastificio Latini, a Osimo Stazione. Il bello è che ci porteranno a vedere i campi di grano, il loro pezzo forte!
Attenzione! Il numero di persone per ogni uscita, non può superare i 50-55, altrimenti viene fuori una gran baraonda, e la visita non riesce bene.
Dai che ci divertiamo!
Wednesday, January 05, 2005
L'educazione alimentare coi bambini delle scuole
Molte volte si parla di educazione alimentare. E molte volte, l'argomento è palloso. Altre volte, addirittura, i genitori sono i primi a non sapere, né a voler informarsi. Penso che, al di sotto dell'educazione alimentare stia solo l'educazione sessuale. Considerato anche il fatto che di cibo e di sesso, in Italia, se ne parla a stufo. In questo rispetto, metterei anche l'educazione fisica, ma lasciamo perdere.
Ebbene, accade tuttavia che un po' di genitori, a Montegranaro, si mettano d'accordo, si organizzino, chiamino il Ciess, del quale fa parte la mia amica Gianna Ferretti, e, guarda un po', mi chiedano di andare a visitare alcune aziende, perché ciò che è buono da mangiare è, sempre, buono anche da raccontare. Pronti! Questa volta, però, lasciamo stare il vino! Meglio la pasta, i salami, e l'olio. Specie se, in particolare per l'olio, si va da un maestro-intrattenitore-narratore-cantastorie come Ciucani, a Fermo. E mercoledì 12 Gennaio, alle 18.30, tutti a Montegranaro, alla presentazione, alla scuola elementare San Liborio!
Ebbene, accade tuttavia che un po' di genitori, a Montegranaro, si mettano d'accordo, si organizzino, chiamino il Ciess, del quale fa parte la mia amica Gianna Ferretti, e, guarda un po', mi chiedano di andare a visitare alcune aziende, perché ciò che è buono da mangiare è, sempre, buono anche da raccontare. Pronti! Questa volta, però, lasciamo stare il vino! Meglio la pasta, i salami, e l'olio. Specie se, in particolare per l'olio, si va da un maestro-intrattenitore-narratore-cantastorie come Ciucani, a Fermo. E mercoledì 12 Gennaio, alle 18.30, tutti a Montegranaro, alla presentazione, alla scuola elementare San Liborio!
Sunday, January 02, 2005
La più bella dell'anno
Di quale anno, non so. Di sicuro, onore a Eriadan che ha reso in immagine una scena classicissima di capodanno.
E ovviamente, auguri a tutti!
E ovviamente, auguri a tutti!
Monday, December 27, 2004
Wednesday, December 15, 2004
Il Presepe Diffuso di Campodiegoli
Le Marche, a Natale, sono punteggiate da centinaia di Presepi, alcuni decisamente capolavori. Uno di questi è il Presepe Diffuso di Campodiegoli: durante l'anno, si prendono delle tavole multistrato di legno a dimensione umana, si sagomano e si dipingono, a creare i personaggi di tante scene disposte lungo il paese (che, pur con qualche restauro dovuto al terremoto del '97, è lo scenario "da presepe", umido e silenzioso, coi vicoli pervasi dall'odore della legna ad ardere). Il percorso, naturalmente, termina in Chiesa, con la scena della Natività. A me questo Presepe piace, perché è bello, e sa di quelle tradizioni (anche nuove, dato che è solo la terza edizione) che impegnano tutto il Paese, la pro-loco, a cui gli abitanti tengono moltissimo. E che di fatto tengono vivi i piccoli centri che fanno bella l'Italia.
Varrebbe già la pena di andare a Campodiegoli a trovare Gaetano e Diana della trota affumicata al ginepro. Figuriamoci ora...
Varrebbe già la pena di andare a Campodiegoli a trovare Gaetano e Diana della trota affumicata al ginepro. Figuriamoci ora...
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